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Una “geometria organica” che ordina la spazialità circostante; le pietre, quelle dei muretti a secco ma
anche quella degli scogli, confine terrestre con il mare e le spugne vengono assemblate, più
propriamente accumulate, per comporre nuove superfici in cui pieni e vuoti, elementi contigui per
definizione, rimarcano quel delicato equilibrio che è alla base stessa della Natura.